mercoledì 14 febbraio 2018

Vigna Segreta, Mustilli, 2015

Di Antonio Indovino

Falanghina del Sannio Sant'Agata dei Goti DOC, Vigna Segreta, Mustilli, 2015

Ci troviamo nel borgo sannita di Sant'Agata dei Goti, alle falde del Monte Taburno, in provincia di Benevento. È qui che la famiglia Mustilli, originaria della Repubblica d’Amalfi ed in cerca di una nuova terra di lavoro, decise di trasferirsi all’inizio del ‘500. La loro è una storia familiare che si intreccia a quella del vino da oltre 5 secoli, come testimoniano le cantine sotto l'antico palazzo di famiglia: la storia di una tradizione rurale, e vitivinicola nello specifico, tramandata di generazione in generazione. 

Negli anni ’70 Leonardo Mustilli, ingegnere di professione, decise di coltivare il suo amore per il vino e per la campagna, in un periodo in cui essere un vignaiolo non era certo una moda come ai giorni d'oggi. Il suo approccio metodico e scientifico è stato la chiave nella svolta della viticoltura sannita. C'era un grosso disordine nei vigneti della provincia di Benevento, non si sapeva con esattezza cosa ci fosse piantato, si vendeva l'uva ai commercianti, oppure, come facevano i Mustilli, si vendeva il vino sfuso. Leonardo ha cercato di valorizzare questo prodotto classificandolo prima di tutto, scegliendo i vitigni da cui produrlo, per ottenere un vino che non fosse anonimo, non un generico rosso o bianco.
Ha iniziato quindi a vinificare in purezza le diverse varietà coltivate, per primo il Greco nel 1976, trovandosi poi a "tu per tu" con la Falanghina.
All'epoca aveva anche costituito una sorta di Comitato Vitivinicolo, di cui era il presidente, che si occupava dello studio della viticoltura del sannio per far chiarezza nel marasma che vi regnava.
Col merito di averne intuito le grandi potenzialità e la longevità, ed alla luce del vini ottenuti, Leonardo ha iniziato una vera e propria selezione clonale della Falanghina, che era molto diffusa nel comune di Bonea. L'intuizione ancor più grande è stata quella di avergli affiancato il biotipo flegreo, come ulteriore base ampelografica per caratterizzare il più possibile il prodotto finale di quest'area.
Così nel 1979 è stata vinificata ed imbottigliata in purezza la prima Falanghina in assoluto: circa 3000 bottiglie, vendute soprattutto ad amici, che hanno dato vita ad un passa parola virale! Sulla scia del successo di Leonardo tutti i produttori e le cantine sociali della zona hanno acquisito una maggiore coscienza del potenziale della Falanghina del beneventano, divenuta poi il vino campano più venduto!
La vinificazione fino al 2001 è avvenuta nelle antiche cantine del Palazzo Mustilli, in quelle cattedrali sotterranee scavate nel tufo a 15mt di profondita’, in seguito adibite al solo affinamento in legno dell'aglianico, mentre la trasformazione delle uve avviene in uno stabilimento enologico dotato delle piu’ moderne tecnologie. La filosofia di Mustilli negli anni è rimasta semplicemente la stessa degli albori, ovvero valorizzare i vitigni strettamente locali, da cui produrre vini monovarietali soltanto da uve di proprietà.

Negli anni Leonardo si è defilato poco alla volta, sino a cedere il testimone alle sue due figlie Paola ed Anna Chiara: adesso coltiva più se stesso, anzichè le viti, come ha fatto per gran parte della sua vita!
Paola si occupa della comunicazione e dell’aspetto commerciale, mentre Anna Chiara cura la conduzione dei vigneti e della cantina: supportata dall'enologo Fortunato Sebastiano.
La Falanghina rappresenta il 50% della produzione aziendale, e tutt'ora si coltivano entrambi i biotipi (flegreo e beneventano), propagando ed innestando le viti con le loro stesse "marze". 


L'ultima selezione nata in casa Mustilli è il Vigna Segreta, frutto di microvinificazioni in seguito alle quali si è deciso di piantare un nuovo vigneto a Pozzillo, su un suolo dalla matrice calcarea e vulcanica mista ad argilla. 

È un vero e proprio Cru di Falanghina prodotto solo nelle migliori annate, con bassissime rese, una breve macerazione pre-fermentativa e una maturazione in acciaio di 10 mesi sui propri lieviti.

Alla vista si presenta con una vivida e calda tonalità dai bagliori dorati. Al naso è di grande impatto ed articolata su profumi di frutta gialla come la susina e la pesca, su toni floreali di ginestra, profumi di frutta secca a guscio, di miele ed una piacevole sfumatura minerale. In bocca è pieno, morbido ed avvolgente, equilibrato da un'adeguata freschezza ed una stimolante scia sapida che si intreccia a lungo con richiami fruttati che chiudono il sorso.


Un bianco che berrei volentieri in un calice di media ampiezza ad una temperatura di 10°C, magari in abbinamento ad un filetto di San Pietro in crosta di patate al rosmarino. 


Prezzo in enoteca: 15-20€
Contatti: www.mustilli.com


Antonio Indovino, Sommelier dello Yacht Club di Marina di Stabia,
Degustatore Ufficiale e Responsabile del GDS AIS Penisola Sorrentina
 

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